Obiettivo Italia propone ai suoi dialoganti un’interessante intervista al finanziere Guido Maria Brera, già partecipe della prima tavola rotonda tenutasi a Milano lo scorso 25 febbraio.

Lo scrittore, rispondendo alle domande della nostra giornalista, ha riassunto in pochi minuti la situazione finanziaria del Paese, con uno sguardo verso l’Europa e le conseguenze che le politiche populiste di Trump potrebbero generare sul tessuto economico globale.

Non è una crisi economica, è una guerra

Brera si sofferma ad analizzare gli eventi che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio: dalla circolazione dei capitali all’adozione della moneta unica, fino ad arrivare all’avvento della globalizzazione. Ed è proprio su questo punto che l’intervistato ha preferito definire la crisi economica come una vera e propria “guerra”: da una parte i vincitori, come alcune grandi aziende, e dall’altra i vinti, ovvero la classe media, i cittadini comuni.

Trump? Non controllerà lui agenda fiscale USA

Sguardo oltreoceano per quello che sembra uno dei fenomeni più discussi di inizio secolo: le politiche dell’amministrazione Trump. “Faccio fatica a fare previsioni, ma la borsa americana sembra aver anticipato fin troppo le possibili buone notizie della nuova politica americana”, conclude Brera.

La politica è rimasta indietro

“Il populismo non va criticato, bisogna comprenderne le ragioni che vi sono dietro”: è questo il pensiero di Guido Maria Brera, il quale continua: “Il populista o il protezionista arriverà in Italia. Se non ora, a breve”. Infine conclude prevedendo un rinnovato ruolo della politica al di sopra dei sistemi che fino ad oggi hanno governato il nostro mercato.

L’Italia ha ancora tanta strada da fare

“Dobbiamo dare la certezza della proprietà privata, del diritto”. Non si risparmia Brera durante la nostra intervista e, incalzato sul sempre recente tema dell’onestà, afferma: “Si parla di questo quando invece non si parla di pari opportunità: la prima la do per scontata ma è molto più importante la protezione dei diritti sociali”. Infine, auspica la nascita degli Stati Uniti d’Europa “anche per proteggerci”.

 

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