Sono arrivati giovani da tutta Italia a Gaeta per partecipare alla seconda edizione del Festival dei Giovani, iniziato il 4 aprile, che si concluderà domani.

Quali prospettive per i millennials italiani? Quali sono le migliori strade e ricette per trovare occupazione? Come sfruttare al meglio la propria laurea?

I giovani si stanno confrontando fra di loro e con gli esperti intervenuti all’evento su come costruire un futuro che per le nuove generazioni appare sempre più incerto.

Una parola soprattutto è serpeggiata ed è “fiducia”.

I giovani non vogliono rassegnarsi, vogliono credere nel loro futuro ma vogliono anche capire quali siano oggi le strade migliori per poter inserirsi nel mercato del lavoro, trovare occupazione, specializzarsi, inseguire i loro sogni.

Perché, guardando il servizio trasmesso dal Tg1 è apparso evidente come di progetti i ragazzi ne abbiano anche troppi, ma ciò che manca di più è la capacità di metterli in pratica soprattutto in relazione alle concrete opportunità che oggi offre l’Europa e che non sempre purtroppo si è nelle condizioni di cogliere al volo.

L’evento è promosso dall’associazione culturale Noisiamofuturo, la Società Strategica Community della giovane imprenditrice Fulvia Guazzone, in collaborazione con il Comune di Gaeta e l’Università LUISS, con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio, il supporto di Wind Tre e con Intesa Sanpaolo ed Eni, entrambi main sponsor.

“Il Festival dei Giovani – dichiara Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della LUISS – è un appuntamento che diventa tradizione.

I ragazzi oggi desiderano un luogo per capirsi e per farsi capire, mettendo a fuoco non solo i loro interessi e le loro passioni, ma anche le potenzialità nascoste, per costruire il proprio futuro, con una consapevolezza: che contaminarsi di idee, pensieri, progetti è sempre fonte di arricchimento”.

E il futuro dei giovani sarà anche al centro del convegno organizzato dal pensatoio Obiettivo Italia a Roma alle 16 il 10 aprile presso il centro Congressi Roma eventi all’Audiotorium Loyola a piazza della Pilotta 4 intitolato proprio: “Il Welfare dei Millennial”.

Si parlerà di crisi economica, Stato, assistenza, reddito di condivisione, servizi, sociale, tutte parole chiave attorno a cui tornare a ragionare per garantire prospettive concrete di crescita e di sviluppo alle generazioni future.

A confrontarsi ci saranno protagonisti importanti e impegnati sul campo: il presidente dell’Inps Tito Boeri, la parlamentare di Forza Italia Annagrazia Calabria, la senatrice del Movimento 5Stelle Nunzia Catalfo, il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, l’ex ministro Elsa Fornero, i deputati del gruppo Civici e Innovatori Gianfranco Librandi e Andrea Mazziotti, l’economista e parlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli, il direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri e il giornalista Roberto Poletti.

Per i Millenials infatti andrebbero pensati e ripensati diritti e servizi sociali, assistenza, indennità, previdenza, per non parlare delle risorse culturali che andrebbero ad essi destinate.

Il problema in tempi di crisi è che questi servizi gravano sui conti pubblici attraverso la cosiddetta spesa sociale, in quanto richiedono ingenti risorse finanziarie, le quali provengono in buona parte dal prelievo fiscale.

Obiettivo comune è quello di ridurre le disuguaglianze sociali ma come dare diritti senza pesare sulle tasche degli italiani?

E’ possibile attraverso lo Stato operare politiche di redistribuzione dei redditi regressive ossia lo Stato può integrare in modo crescente i redditi alti con l’applicazione del metodo di calcolo retributivo?

Quale è il limite del reddito di cittadinanza? Il reddito di condivisione può essere una chance per i giovani? Funzionerebbe?

Solo lo Stato può tradurre in atti concreti queste politiche di Welfare o si può pensare a nuovi protagonisti del welfare?

Tutte domande che saranno sviscerate e alle quali tenteranno di rispondere nel convegno sopra menzionato i protagonisti della tavola rotonda a partire da Tito Boeri, oggi più che mai impegnato per una previdenza al passo coi tempi. Ma bisogna fare in fretta, perché la generazione a cui appartengono molti di noi o dei nostri figli è quella generazione di giovani che vedrà la pensione a 75 anni.

 

Articolo pubblicato da IntelligoNews.it

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