Reddito di condivisione, previdenza e servizi per i Millenials al convegno organizzato dal pensatoio Obiettivo Italia a Roma oggi, lunedì 10 aprile (presso il centro Congressi Roma eventi all’Audiotorium Loyola a piazza della Pilotta 4) si sono confrontati il presidente dell’Inps Tito Boeri, la parlamentare di Forza Italia Annagrazia Calabria, la senatrice del Movimento 5Stelle Nunzia Catalfo, il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, l’ex ministro Elsa Fornero, i deputati del gruppo Civici e Innovatori Gianfranco Librandi e Andrea Mazziotti, l’economista e parlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli, il direttore del quotidiano Libero Vittorio Feltri e il giornalista Roberto Poletti.

Grande successo di pubblico per un evento che ha posto l’attenzione sui giovani, una generazione alle prese con la crisi economica e con molti interrogativi sul futuro, a questo tavolo snocciolati uno per uno.

Ad introdurre i lavori è stato il giornalista del Tg1 Angelo Polimeno, ricordando che questo è il secondo evento organizzato da Obiettivo Italia dopo quello di Milano.

“Al centro il welfare per i cittadini che oggi hanno dai 25 ai 35 anni”, ha detto.

Il primo a prendere la parola è stato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri. “Nel 1983 sentii i radicali parlare di debito pubblico e oggi è tutto sulle spalle dei Millennials”.

“Per questo – ha aggiunto – votai la Riforma Fornero senza indugi e oggi non ho rimpianti. Quello è stato un cambio molto importante per i giovani”. “Se qualcuno pensa che si possa ritornare come prima – ha concluso – commette un grave errore. Bisogna creare un sistema di welfare dentro la parola magica, che non è magica, della sostenibilità”.

I saluti sono arrivati anche da Stefano Dambruoso di Civici e Innovatori.

“La previdenza dei parlamentari oggi è conosciuta con una denominazione odiosa, vitalizi – ha detto – ma è importante ricordare che altro non sono che vere e proprie pensioni legittime da parte di chi ha pagato 935 euro al mese per cinque anni”. “Io non ho fatto richieste di vitalizio, dunque non siamo interessati ai privilegi della casta”, ha aggiunto. “Siamo convinti che stando in quel Palazzo non si coltiva una retorica di casta, ma si leggono le cose in modo civico per una politica credibile e legittimata”.

Il terzo e ultimo saluto è giunto da Giovanni Monchiero di Civici e Innovatori. “Complimenti a Gianfranco Librandi per aver organizzato un convegno su un tema così importante e complicato”, ha detto.

“L’assistenza sanitaria è il più forte sistema di coesione sociale – ha ricordato – e così garantire la contribuzione pensionistica è fondamentale”. “Per poterlo fare – ha concluso – la nostra società deve continuare ad essere ricca, dunque il primo problema è capire come fare a rilanciare l’economia del nostro Paese”.

Ha preso dunque la parola il presidente dell’Inps, Tito Boeri, il cui intervento è stato più volte interrotto dagli applausi di un auditorium per lo più composto proprio di Millenials. “I politici possono spostare le decisioni in un senso o in un altro”, ha esordito.

“La disoccupazione per i Millennials dal 2010 in poi è aumentata del 50%, il salario si è ridotto del 20%, per chi ha meno di 35 anni anche gli ultimi dati dicono che c’è una riduzione di occupazione”.

“Abbiamo oggi circa un milione di disoccupati tra gli under 35 e circa un quarto sono laureati – ha aggiunto – e questo dà l’idea dello spreco di capitale umano”. “Circa 100mila giovani all’anno lasciano l’Italia, c’è pessimismo. Questo è il problema del nostro Paese”.

Quindi le soluzioni: “La domanda di lavoro cresce molto con gli incentivi fiscali, questo è qualcosa da cui partire”. “Offrire un lavoro il più possibile vicino alle competenze è fondamentale”, ha sottolineato Boeri. “Per una fiscalizzazione degli oneri sociali si può intervenire sulle pensioni sopra i 5mila euro, noi lo abbiamo proposto ai politici, ma nessuno è venuto da noi”, ha affermato. “Queste persone hanno già 37 anni, non c’è un attimo da perdere”, ha concluso.

Sull’argomento è intervenuta subito anche l’ex ministra Elsa Fornero. “I Millennials chiedono meno allo Stato, hanno molta più volontà di essere messi alla prova, ci dicono che ci sono”, ha esordito notando la differenza in questo senso con le generazioni precedenti.

“Il sistema pensionistico è stato usato per risolvere molti problemi che con la previdenza hanno poco a che fare – ha spiegato – e si vuole separare l’assistenza dalla previdenza. Ma alla prima occasione avuta, vedi Legge di Bilancio, ci sono misure di carattere assistenziale che non hanno a che fare con il sistema pensionistico”.

“Nel passato c’era sempre la paura delle reazioni, le riforme erano sempre rimandate al futuro – ha rivendicato – mentre nel 2011 questo non è stato possibile. Bisogna ricordare senza ipocrisia e viltà le condizioni di emergenza di allora: quella riforma non ebbe il lusso della transizione lunga”. “La crisi finanziaria – ha attaccato – non ci ha investito dall’estero, ma per i nostri squilibri”.

“Cari giovani, quella riforma ha sottratto al vostro debito futuro 80 miliardi. Qualcosa per i giovani quella riforma l’ha fatto, ma non era stata valorizzata e spiegata”. “La fiscalizzazione degli oneri sociali per tutti i disoccupati va fatta”, ha affermato Fornero.

Ad intervenire parlando invece anche di decrescita demografica Sergio Corbello, presidente di AssoPrevidenza. “Noi inquadriamo questi soggetti in un contesto generale di un Paese particolarmente preoccupato per la crisi demografica” ha detto, ricordando come “l’emergenza demografica sia un dato strutturale da affrontare subito”.

Come? “Incentivi alla natalità, dai benefici fiscali alla costruzione di strutture, gestendo inoltre l’immigrazione in senso tecnico. Senza immigrazione non andiamo avanti”. “Il nostro Paese è la punta di diamante di invecchiamento in Europa”, ha concluso.

È quindi intervenuta la senatrice Catalfo del Movimento 5 Stelle. “Io sono la prima firmataria del reddito di cittadinanza e questo ha delle basi”, ha detto in apertura.

“L’Italia è ultima per produttività in Europa, dunque proponiamo un’idea di welfare diversa per un sistema virtuoso che parta dalle politiche attive del lavoro”, ha spiegato.

“Il Jobs Act ha fallito, ora servono servizi per l’impiego perché mancano punti di riferimento certi”. Quindi l’esempio della Germania che “come Francia e Danimarca” ha investito su questi due punti così come “sul reddito di cittadinanza”. Quindi la critica al contratto a tutele crescenti perché “non riferito solo ai nuovi occupati, ma anche alle trasformazioni”.

L’onorevole forzista Calabria ha parlato delle “pensioni minime a mille euro” accompagnate da “una minore tassazione” colpendo in particolare quelle per “prima casa, prima automobile e successione”.

Vi è una “emergenza futuro”, dove “i giovani non sono liberi di fare a meno delle proprie famiglie d’origine” e la cui responsabilità cade “soprattutto sulla burocrazia”.

L’onorevole Tinagli del Pd si è soffermata piuttosto su “un’Italia ammalata di pensionite”, dove “qualunque fosse la domanda, si rispondeva pensioni”.

Una risposta che “oggi si è rivelata tutt’altro che sostenibile” ed è per questo che adesso “si deve pensare ai Millennials, perché il loro futuro dipenderà da come lavorano oggi”.

Tinagli ha quindi sottolineato l’importanza della “continuità contributiva”, con “salari che non hanno una progressione”. Un fenomeno che “genera incertezza”. “La formazione ha un ruolo fondamentale, se tutti si impegneranno avremo un impatto positivo”, ha concluso.

Il deputato Andrea Mazziotti, proponente dell’inserimento in Costituzione di un principio di non discriminazione generazionale, nel sottolineare “l’utilità e l’interesse del convegno di Obiettivo Italia”, ha parlato proprio del principio di uguaglianza che “guarda al futuro, proprio come il sistema pensionistico”.

“Purtroppo però – spiega – in materia previdenziale ci si occupa sempre dell’esistente, ma mai chiaramente del tema delle generazioni”. “Se a parità di contributi il pensionato del 2030 prende più di quello del 2040 il principio costituzionale di uguaglianza non è rispettato”, ha detto Mazziotti, sottolineando come “l’aumento del debito pubblico impedirà la fiscalizzazione”. “Dunque – ha concluso – occorre introdurre questo principio di equità”.

L’ultimo intervento è stato quello dell’onorevole Gianfranco Librandi. “I giovani chiedono lavoro, dovrebbero essere contesi e invece sono costretti a suonare ai campanelli”, ha detto.

“Imprenditori e lavoratori dovrebbero lavorare insieme con l’obiettivo comune di condividere gli utili”, ha aggiunto, sottolineando come “il lavoro c’era, spetta ai politici risolvere questi problemi”, ma questo si fa “non con i dazi alla Trump”. Librandi ha quindi presentato la sua proposta di reddito di condivisione.

“A differenza del reddito di cittadinanza non ha un costo. Chi ha più soldi invece deve tendere la mano a chi non ne ha”. In che modo? “Con una defiscalizzazione calibrata”, così da avere “strumenti che avvicinano le classi sociali”. Questa è “la politica del futuro”, che non ha conseguenze sulla “crescita del debito”.

 

Articolo pubblicato da Intelligonews.

 

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