Il Collegio Carlo Alberto di Torino ha pubblicato una ricerca in attesa di pubblicazione su una rivista scientifica internazionale.

E’ una ricerca sul cospirazionista tipo italiano, nell’epoca delle fake news e delle post verità. Abbisogna, a dire il vero di ben poco commento.

Eccolo, l’identikit. Il cospirazionista italiano è in genere giovane, poco istruito, abbastanza religioso, preferibilmente donna. Vota a destra oppure milita nel Movimento 5 Stelle. Più ha idee estreme, più gli piacerà il complotto e tenderà a vedere qualche burattinaio dappertutto.

Il Collegio ha preso in considerazione le cinque teorie cospiratorie più famose: lo sbarco sulla Luna che non è mai avvenuto, le scie chimiche, i vaccini che fanno male, i risultati manipolati delle elezioni, la fiducia nel metodo Stamina che ha portato in carcere il suo inventore Davide Vannoni, e infine la credenza nei “poteri forti” che regolano il mondo.

“Analizzando un campione di 3.050 individui, selezionati in modo casuale partendo da un panel di 8.723 persone su dati Itanes (Italian national election study) e interpellati dalla Swg tra il 7 e il 13 dicembre 2016, è saltato fuori che a credere «al segreto potere di pochi esercitato nei confronti di tutti» sono appunto alcune categorie di soggetti. Ovvero: più manichei, populisti, scoraggiati”, scrive il Corriere della Sera.

Risultato? “Nel M5S, solo il 25,2% non risulta cospirazionista: l’11,3% prende al contrario per buona ogni forma di complottismo, il resto ad almeno una delle teorie considerate.”

Articolo di Fabio Massa

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