Divampa la polemica sulle Organizzazioni non governative e sul ruolo da queste svolto nel soccorso e nel trasporto dei migranti dalla Libia all’Italia.

Un dossier di Frontex, l’Agenzia Europea della Guardia Costiera e di Frontiera che aiuta i paesi UE e i paesi associati alla zona Schengen a gestire le loro frontiere, denuncia che “nel 90% del salvataggi effettuati, le Ong, che operano nel Mar Mediterraneo, individuano direttamente le imbarcazioni che trasportano migranti, prima che sia partita una richiesta di aiuto e prima delle comunicazioni da parte della Guardia costiera, e sono attivate direttamente dai migranti stessi: i telefoni satellitari consegnati agli scafisti contengono infatti numeri delle imbarcazioni che intervengono”.

Stando a quanto riportato, il dossier conterebbe l’accusa esplicita ad alcune Ong di essere in contatto direttamente con gli scafisti.

Il dossier di Frontex conterrebbe testimonianze di migranti che avrebbero riferito di contatti telefonici fra gli scafisti e le navi che li hanno salvati. Poi un’analisi dimostrerebbe come i transponder delle navi umanitarie risulterebbero spenti proprio nel momento in cui rintracciano i naufraghi.

Intanto è scontro fra procure impegnate sul fronte delle indagini.

Se il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ritiene le accuse veritiere fino ad ipotizzare l’esistenza di un business dietro i flussi migratori alimentato anche da certe Ong, il collega di Siracusa Francesco Paolo Giordano sembrerebbe escludere collegamenti fra Ong e scafisti.

Come se tutto ciò non bastasse ad alimentare le polemiche la visita a sorpresa del magnate americano George Soros a Palazzo Chigi dove ha avuto un colloquio riservato con il Premier Paolo Gentiloni.

Molti hanno considerato questa visita non del tutto casuale dal momento che molte Ong impegnate sul fronte dell’immigrazione sarebbero finanziate proprio dalle fondazioni di Soros.

Le Ong dal canto loro si difendono negando la veridicità del dossier di Frontex, mentre il Governo stesso è diviso fra chi le difende come il premier Gentiloni e il ministro Orlando, e chi invece come Alfano e Minniti vogliono vederci chiaro.

Alla fine si arriverà a vedere la luce in questa vicenda? O come molti temono l’inchiesta si risolverà in una bolla di sapone? Molto dipenderà dalla libertà d’azione che sarà concessa alla magistratura e dalla collaborazione che le stesse Ong saranno disposte a fornire. Ma se il buongiorno si vede dal mattino!

 

Articolo di Americo Mascarucci

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