Oggi pomeriggio l’ufficio di presidenza della Commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale, in cui il Pd cercherà di forzare i tempi per portare la legge in Aula il 29 maggio.

Dopo le dimissioni da relatore di Andrea Mazziotti, tocca al dem Emanuele Fiano fare i giochi. Forza Italia e i centristi sono già in assetto da combattimento, perché dopo il passaggio dal Mattarellum al Rosatellum lo scenario cambia.

Cos’è il Rosatellum spiegato in pochissime parole?

Una versione corretta del Mattarellum con l’innalzamento della quota proporzionale dal 25 al 50%. Il sistema elettorale proposto dal Pd ha trovato finora favorevoli Lega, Autonomie e Ala. Molti ritengono che il vero ispiratore sia il leader di Ala, Denis Verdini, che non ha mai rotto realmente i ponti con Matteo Renzi continuando ad ispirare le strategie e a tessere la rete delle alleanze.

Ma vediamo la proposta ufficiale del Partito democratico:

Prevede l’elezione di 303 deputati eletti in altrettanti collegi uninominali e lo stesso numero di eletti con metodo proporzionale senza meccanismo di scorporo in circa 80 circoscrizioni sub regionali, in listini bloccati di quattro nomi.

La proposta non modifica il metodo proporzionale per eleggere i 12 deputati esteri e conferma i collegi uninominali per il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta.

La scheda che avrà l’elettore sarà unica: dovrà barrare il nome del candidato del collegio uninominale e apporre una croce sul simbolo del partito. Il Rosatellum però non permette il voto disgiunto, tra lista e candidato di collegio.

Il Pd e la parte di Forza Italia favorevole al Verdinellum (secondo le voci di Palazzo sono i lombardo-liguri) provano a far passare il messaggio che l’unico modo per votare a marzo e consentire a Berlusconi di essere in campo (vediamo però Strasburgo) è votare il Verdinellum. Altrimenti Renzi forza la mano e porta tutti al voto a novembre.

Lui resiste e ribatte che questa legge favorisce il radicamento territoriale e i signori delle tessere piuttosto che il voto di opinione, quindi è un vantaggio per Pd e Lega.

Brunetta ha presentato proiezioni che mostrano come la Lega sarebbe favorita e Fi penalizzata. Dentro Fi c’è chi prevede che se si dovesse vincere a Genova salirebbe il pressing su Berlusconi per convincerlo a dare il via libera. Situazione ingarbugliata rispetto alla quale avranno un peso anche le figure istituzionali, quindi i presidenti Boldrini e Grasso.

Per i 5Stelle il Rosatellum sarebbe pensato ad arte contro di loro.

Un sistema che, a detta dei grillini, non garantirebbe la governabilità. Come se fino ad oggi la governabilità l’avessimo vista.

 

Articolo di Marta Moriconi

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