Quando si analizza la politica, bisogna sempre separare i fatti dalle opinioni.

E per queste ultime – che sono il sale del confronto democratico – le opinioni da come vengono riassunte, presentate, narrate.

Insomma, uno dei mali della politica moderna è la narrazione. Che spesso si piega ai nuovi mezzi di comunicazione.

Come la televisione portò i politici a condensare il loro pensiero in un minuto, un minuto e mezzo massimo, tanto da provocare clamorose e gustose gaffe lungo gli ultimi vent’anni, alla stessa maniera il web ha portato quel minuto a una riga di testo, 10 parole massimo.

L’epoca di Facebook è così. E così capita che qualche comunicatore maldestro estragga dal libro di Renzi un passo sui migranti (libro nel quale, sia detto per inciso, c’è una frase un po’ infelice perché di chiara marca leghista, ovvero lo spot “aiutiamoli a casa loro”).

Apriti cielo. E in cielo, guarda al dito e non alla luna che sta dietro. Tutti a dare a Renzi del leghista.

Semplicemente Renzi dice quel che hanno detto le persone dotate di raziocinio negli ultimi venti anni: ovvero che l’immigrazione va controllata.

Che bisogna salvare la gente che muore, ma che non si può indurre la gente a morire per venire da noi. E che l’Europa, invece di misurare la lunghezza delle banane, deve iniziare a sganciare la grana per il servizio di frontiera che noi facciamo nei loro confronti.

Quindi, possiamo riassumere con Librandi: “Matteo Renzi ha espresso una posizione non solo condivisibile, ma addirittura incontestabile: se i paesi che si sono impegnati ad accogliere migranti non lo faranno, noi non contribuiremo a pagare i 20 miliardi di bilancio Ue”. Altro da dire non c’è.

Articolo di Fabio Massa

#Renzi #LegaNord #Immigrazione