E alla fine ce lo dice anche l’Istat.

L’Italia non è più quella di 50 anni fa, nella quale le donne non lavoravano e facevano le casalinghe. O meglio: lavoravano in casa.

In Italia ci sono 7 milioni e 338mila donne che si dichiarano casalinghe. Rispetto a 10 anni fa, sono mezzo milione in meno e la loro età è avanzata: 60 anni in media.

Che cosa vuol dire dichiararsi casalinga?

Molto spesso vuole dire che non si ha il lavoro, tanto che nel 2015 sono 9 su 100 quelle che non riuscirebbero a comprarsi neppure i beni essenziali per una vita dignitosa.

“Quasi la metà delle casalinghe (47,4%) afferma che le risorse economiche della famiglia sono scarse o insufficienti, tra le occupate la quota scende al 30,8%, pur essendo rilevante. Le casalinghe con i livelli più alti di povertà assoluta sono le più giovani. Le anziane presentano i valori più bassi (4,8%)”, scrive l’Istat.

Una fotografia dell’Italia che cambia.

Ma che dovrebbe far riflettere su un punto: le politiche per le donne che lavorano, le politiche per le donne che lavorano in casa, le politiche per la famiglia ormai non sono rinviabili. Con buona pace di chi vuole mettersi a discutere per l’ennesima volta di questioni varie ed eventuali in parlamento.

 

Articolo di Fabio Massa

#ISTAT #Italia #Donne