Emanuel Macron vuol dar vita a una nuova Europa e per lanciare questa sua proposta ha scelto il luogo da dove l’idea di unione europea aveva mosso i primi passi: di fronte all’Acropoli di Atene.

Il neo-presidente francese – che i sondaggi transalpini indicano in piena crisi di popolarità (37 per cento) e addirittura sotto il consenso di cui godeva Holland – ha pronunciato un solenne discorso per la “rifondazione” del continente segnato da dieci anni di crisi e sempre più tentato dalla chiusura in se’ stesso.

Contrariamente alle consuetudini dei leader esteri in visita ad Atene, il capo dell’Eliseo ha scelto di non parlare dal parlamento ma di esprimersi dal colle Pnice, luogo simbolo della democrazia, a strapiombo sull’antica Agor.

Uno sfondo mozzafiato, con il Partenone illuminato a giorno, da cui il trentanovenne appassionato di storia e filosofia ha cominciato con il rendere omaggio all’Antica Grecia, culla di civiltà laddove sono nati i valori comuni del continente.

<Oggi – ha subito avvertito Macron nella grandiosa messa in scena – in Europa sovranità, democrazia e fiducia sono in pericolo>.

Di qui la sfida di una “generazione” che ora dovrà scegliere tra la <morte del continente o la sua rifondazione>.

Rifondazione che, secondo Macron, può passare unicamente dall’avvento di <una sovranità europea che ci permetterà di difenderci e di esistere>.

In platea, ad ascoltarlo, anche il premier Alexis Tsipras, che aveva incontrato poco prima, ma anche la moglie Brigitte e tanti giovani.

Ribadendo che dopo il voto tedesco del 24 settembre proporrà una per rilanciare il continente, ha chiesto di <trovare il coraggio, affinchè l’Europa esca dalle piccole divisioni e possa costruire entro dieci anni i termini della sua sovranità>.

Un piano che per lui passa anzitutto da una zona euro più integrata (<Basta – ha detto – con questa forma di guerra civile interna>) e dotata di un vero bilancio, ma anche di un ministro delle Finanze permanente e un parlamento <che ci consenta di costruire le regole di una responsabilità democratica>.

<Oltre che liste transnazionali già dalle prossime elezioni europee e convention democratiche, è tempo che i popoli discutano dell’Europa che vogliono>, ha affernato Macron, salutando, tra l’altro, lo sforzo immenso di Italia e Grecia nella crisi dei migranti.

Poco prima, rievocando la crisi greca in conferenza stampa con Tsipras, aveva inoltre auspicato che organismi come il Fondo Monetario Internazionale non debbano più intervenire nelle crisi e nei programmi europei. <Spero che nel tempo la nostra Europa possa organizzarsi> da sola.

 

Articolo di Giuseppe Delene

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