Un nuovo drammatico allarme della Fao rischia di passare sotto silenzio.

La crescita della produzione alimentare sta gravemente diminuendo e soprattutto arretra rispetto alla crescita della popolazione mondiale.

Secondo la Fao ciò è dovuto principalmente a un modello produttivo e alimentare che consuma risorse non rinnovabili, degrada i suoli fertili e inquina le acque dolci. Lo afferma il nuovo rapporto Fao sul futuro agroalimentare del pianeta.

Nel rapporto si sostiene che gli aumenti produttivi degli ultimi 50 anni «sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende».

Le conseguenze sono gravi e iniziano a essere evidenti a tutti sotto forma di disastri climatici, grandi migrazioni e ricorrenza delle patologie di origine ambientale e alimentare.

Davanti all’aumento della popolazione mondiale occorre intervenire su due fronti interconnessi: cambiare gli stili alimentari e cambiare il modello agricolo.

Solo un intervento su questi due fattori permetterebbe di ridurre il paventato eccesso di richiesta di cibo e quindi di adottare un ragionevole modello agricolo ecologico, meno produttivo, ma rigenerativo dei suoli e conservativo delle risorse ambientali.

 

Articolo di Delene

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