Dopo il voto di domenica scorsa, l’unica cosa che appare certa è che il presidente della Repubblica austriaca Alexander van Der Ballen, darà l’incarico di formare il governo al leader dei popolari Sebastian Kurz.

Questo, tuttavia, secondo il quotidiano Der Standard non potrà accedere prima di venerdì prossimo. A quel punto comincerano le consultazioni con i possibili partner di coalizione.

Kurz, il giovane leader dell’OEVP risultato vincitore delle elezioni ha già fatto sapere di voler parlare con tutti prima di dare il via al negoziato.

L’ultima volta ci vollero ben 78 giorni per dar vita a un governo. Dunque, molto più che in Italia.

Peggio ancora andò nel 1999, quando per la coalizione nero-blu con Popolari e destra oltranzista del FPOE ce ne vollero addirittura 124.

Ora, considerato il risultato uscito dalle urne domenica scorsa, le coalizioni possibili sono tre.

La prima sarebbe di fatto una riedizione della “grosse Koalition”uscente fra OEVP e socialdemocratici del SPOE.

La seconda ipotesi potrebbe essere un’alleanza tra i popolari e la destra del FPOE di Heinz Christian Strache.

Infine, terza soluzione, un governo sostenuto dai socialdemocratici e dalla destra del FPOE. Quest’ultima, naturalmente, è possibile per i numeri ma alquanto improbabile politicamente.

In ogni caso, c’è ancora da sciogliere un nodo proprio legato al risultato elettorale. Infatti, non è ancora chiaro se il secondo partito più votato in Parlamento sia l’Spoe del premier uscente Christian Kern (26,9%
secondo le proiezioni), oppure destra nazionalista del Partito della Libertà di Strache (arrivato al 26%).

Non si sa ancora neanche e se i Verdi sono riusciti a entrare in Parlamento. Saranno dunque i 750 mila voti espressi per posta – e che devono ancora essere scrutinati – a chiarire questi due importanti passaggi.

 

Articolo di Giuseppe Delene

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