“Non ho mai chiamato terrone nessuno”. Parole di Matteo Salvini.

In effetti lui sulle magliette ci scriveva “Padania is not Italy”.

Posizione rispettabile, per carità. Si è visto di tutto. Purché poi non si vada a prendere voti al sud cercando di rifarsi la verginità.

In questo caso per rifarsela la Lega non rimette qualcosa, ma la perde. Perde il qualificante “Nord” dopo “Lega”.

Perché ovviamente, come ha spiegato Zaia a Bossi, se si vogliono prendere voti al sud non è che si può tenere il nord nel simbolo.

Non farebbe una piega, se non fosse che la Lega è nata per il Nord, e non per la Lega stessa.

Infatti i bossiani nel partito sono furenti, primo fra tutti quel Gianni Fava che ha promosso il referendum per l’autonomia e che adesso spara a palle incatenate.

Comunque, per tornare a Salvini, ha reagito a Beppe Grillo, che lo aveva chiamato “poveraccio”, dicendo praticamente quel che tutti sapevano da tempo: “vi dico che se dopo le elezioni non vince nessuno io non telefonerei a Renzi, a Gentiloni o ad Alfano. Chiamerei Grillo… Però la loro onestà sbandierata non basta, è condizione necessaria ma non sufficiente, perché serve l’esperienza di chi sa governare. L’esperienza della Lega”.

Del resto è tutto molto logico. Via il Nord dal simbolo, bene le alleanze populismo con populismo. Tutto logico, tutto molto logico. Purché sia fatto alla luce del sole.

 

Articolo di Fabio Massa

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