Nonostante, come noto, non abbia tutti i poteri di cui dovrebbe disporre un’assemblea democratica, iI Parlamento Europeo, stavolta è riuscito a ottenere un importante risultato.

Grazie all’intervento del presidente, Antonio Tajani e all’appoggio compatto di eurodeputati italiani di centrodestra e centrosinistra,  la SSM, organo di supervisione della Banca Centrale Europea, ha deciso di riconsiderare la sua proposta di <stretta> sugli accantonamenti sui crediti deteriorati degli istituti di credito.

Decisione scaturita dopo i dubbi giuridici sollevati da Tajani. Iniziativa che ha costretto la responsabile del SSM, la francese Daniele Nouy, a prendere in considerazione la necessità di varare provvedimenti più morbidi. <la formulazione sarà certamente migliorata>, ha detto la Nouy, abbandonando dunque la linea dell’intransigenza adottata fino a poche ore prima.

Soddisfatto Tajani, che intervistato dal Corriere della Sera, sottolinea:  <Di sicuro continueremo a vigilare, siamo convinti – dice – che deve essere il Parlamento a scrivere le leggi insieme al Consiglio e non possono essere tecnocrati capaci a fare altri tipi di lavori a decidere quali sono le regole che riguardano la vita dei cittadini.

E in questo caso l’addendum della Bce riguarda la vita di milioni di cittadini europei. La scelta di rivolgermi al presidente della Bce sui crediti deteriorati – aggiunge il presidente dell’Europarlamento  – non è legata a un fatto tecnico.

Ho posto il problema del ruolo della politica in Europa. La politica deve tornare ad avere un ruolo centrale e tirare l’Europa fuori dal guado: questa è la risposta alla disaffezione dei cittadini. Se non avremo il coraggio, allora i cittadini rifiuteranno di essere governati da tecnocrati, che non sono eletti da nessuno.

Le norme le scrivono i legislatori. Io ho messo il dito sulla relazione fra legislatore e burocrazia. Ho grande rispetto per la Bce, ma non può scrivere le leggi. E in questo sono stato confortato, nel caso specifico, anche dal servizio giuridico del Parlamento. Una norma erga omnes è un’attività legislativa. Il controllo uno per uno, sugli istituti bancari, è un’altra cosa.

In democrazia c’è la separazione dei poteri: Consiglio e Parlamento fanno le leggi. Ho posto il problema al presidente alla Bce, che mi ha risposto in modo molto gentile. Ha girato le nostre osservazioni, e le nostre preoccupazioni, alla Vigilanza. Non so come finirà questo confronto ma ci sono dei confini che la tecnocrazia non può oltrepassare. Se la Ue vuole rilanciare un suo ruolo la politica deve tornare ad essere protagonista delle scelte. Noi siamo stati eletti: altri, seppure bravissimi, hanno vinto un concorso>.

 

Articolo di Giuseppe Delene

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